100 MAN FIGHT
La prova suprema del Karate: 100 combattimenti consecutivi

La prova suprema del Karate: 100 combattimenti consecutivi
Tu che pratichi sport da combattimento, hai mai gareggiato o combattuto contro avversari per 1, 2 o 3 round? Chi si è già cimentato in questo sport sa quanto sia difficile e quanto venga richiesto al corpo e alla mente per sostenere un combattimento, in cui la stanchezza arriva presto e le ferite sono inevitabili.
Ora, immagina un combattimento della durata di due ore e mezza e, come se non bastasse, contro 100 avversari diversi, sostituiti ogni 2 minuti. Impossibile, vero?
Per la maggior parte sì, un'impresa impossibile, ma non per il brasiliano Ademir da Costa, che nel 1987 superò con successo la prova suprema del Karate a contatto, lo hyakunin Kumite (la prova dei 100 combattimenti)
Regole del combattimento
Prima di parlare un po' dei combattimenti, è importante sottolineare che nel Karate a contatto si combatte senza parastinchi, guantoni o casco; tuttavia, per preservare l'integrità fisica degli atleti ed evitare traumi gravi e irreversibili, non sono consentiti pugni al volto, ma solo calci e ginocchiate, che, pur essendo traumatici, sono più difficili da mettere a segno.
Non bastava voler sostenere la prova: bisognava essere invitati
Il fondatore del Karate Kyokushin, Masutasu Oyama, ideò un modo per sottoporre i suoi combattenti a una prova che superava i limiti fisici e mentali, e che sarebbe stata considerata la prova più difficile nella carriera di un combattente di Karate a contatto.
Ma questa prova non era per un combattente qualsiasi.... non bastava essere campione per sottoporsi alla prova, non era il combattente a decidere di volerla sostenere: doveva essere invitato, e l'invito veniva fatto nientemeno che da Masutatsu Oyama.

Le prime prove
La prima prova registrata avvenne nel 1965, con il britannico Steve Arneil, e passò per nomi importanti come Shigeru Oyama, Loek Hollander, Howard Collins, Shokei Matsui e altri...
È giunta l'ora...
Nel 1987 Ademir da Costa fu invitato a sostenere questa prova, l'anno in cui avrebbe disputato il 4° Campionato Mondiale a Tokyo, in Giappone.
La prova si svolse nella città di San Paolo, sotto la supervisione dello Shihan Seiji Isobe, responsabile del Kyokushin in Sud America.


Secondo il Maestro Ademir da Costa, i combattimenti procedevano come previsto fino al combattimento n° 70, momento in cui i combattimenti vengono interrotti per il cambio della parte superiore del dogi (kimono).

Ademir racconta che in quel momento di pausa il suo corpo si raffreddò e i dolori cominciarono a farsi sentire in modo molto intenso, e lui aveva ancora altri 30 combattimenti davanti a sé...

Furono circa due ore e mezza di combattimento, con un risultato di 62 ippon a favore di Ademir, che completò la sfida senza essere messo KO; tuttavia, al termine, con il corpo che mostrava le ferite della battaglia, dovette restare sotto cure mediche in ospedale per 3 giorni.

Questa fu una delle imprese storiche del Maestro Ademir da Costa, una tra le tante della sua carriera, ricca di conquiste, che lo hanno posto tra i più grandi nomi del Karate mondiale.


